Il Cav. liberatore

Mancava soltanto il 25 aprile per fare di Silvio Berlusconi un monumento vivente, un po’ padre e un po’ padrone della patria. Merito dell’incauta propaggine d’opposizione che si vorrebbe erede della duplice tradizione cattolico-comunista, se oggi il presidente del Consiglio si trova a gran richiesta nella galleria del patriottismo antifascista.
23 APR 09
Ultimo aggiornamento: 11:40 | 10 AGO 20
Immagine di Il Cav. liberatore
Da ultimo, tuttavia, è bene non trascurare che in questo gioco di società memorialistico, in questo vai e vieni di decorazioni al merito e certificati di sano e robusto costituzionalismo antifascista, è tacitamente apparso un altro uomo della provvidenza. Gianfranco Fini è oggi un campione promettente della destra percepita come contrafforte indispensabile alla tenuta democratica. Tutt’altro dalla destra impresentabile che intonava stornelli fuorilegge – “Il 25 aprile è nata una puttana,/ e le hanno dato nome democrazia italiana/ bombe a man e carezze col pugnal” – proprio grazie a Fini e, gioia d’occasione, grazie al Cav. ora l’antifascismo non ha davvero più alcun mostro col quale baloccarsi.